26/02/2008 - Comunicato del Segretario Giannerini

 

Il Partito Democratico e il Partito Socialista Europeo hanno indetto le primarie per la designazione del candidato di coalizione a sindaco del Comune di Viareggio.

Hanno congiuntamente indicato in Andrea Palestini il candidato della coalizione.

Il PD e il PSE si presentano uniti come a Pisa e a Massa, confermando una alleanza che in Toscana è ormai una realtà forte e consolidata.

L'assemblea comunale del PD ha preso atto del regolamento per le primarie, che prevede la possibilità di presentare altre candidature, sottoscritte da un numero di elettori da 550 a 825, entro le ore 12 di venerdì 29 febbraio.

L'assemblea del PD ha inoltre indetto le primarie per la designazione dei candidati al consiglio comunale, approvando il relativo regolamento, che prevede autocandidature presentate da un numero di elettori compreso tra 25 e 35. L'assemblea comunque avrà la possibilità di decidere l'inserimento di un numero minimo di candidati espressioni di aree e movimenti non appartenenti al PD.

L'assemblea ha preso atto del comunicato della Sinistra/ l'Arcobaleno rilevando come l'irrigidimento sul nome del candidato Milziade Caprili lasci poco spazio a ulteriori trattative.

Sembrano prevalere le spinte a correre da soli presenti anche in altri comuni, dettate dalla scelta di Veltroni e del PD di correre da soli a livello nazionale, e la speranza che un nome autorevole consenta alla Sinistra/ l'Arcobaleno un risultato importante, da mettere al tavolo di un eventuale ballottaggio, superando le differenze sul programma, in particolare sulla viabilità di accesso alla darsena, ancora oggi rese evidenti dalle dichiarazioni contrastanti rese alla stampa: se così fosse, sarebbe prevalso un calcolo di schieramento e non certo l'interesse per la città.

Un ampio schieramento delle forze del centrosinistra avrebbe potuto puntare ad ottenere la maggioranza già al primo turno.

Chiederemo comunque un incontro ai rappresentanti della  Sinistra/ l'Arcobaleno per capire se vi sono ancora margini per discutere, rilevando che la trattativa incontra più difficoltà sui nomi che non sugli argomenti del programma, nonostante le differenze, ancora presenti, ma non ritenute insuperabili.